“La differenza tra un ingegnere e un architetto io non l’ho mai capita”
Renzo Piano
Studio TZ è un progetto lavorativo di Tommaso Zorzi.
Tommaso Zorzi (1989) è conservatore dei beni architettonici ed ingegnere edile. Nel 2011 svolge un internship a Cape Town (Sudafrica) con la ditta BKS (AECOM group) e nel 2014 un’esperienza lavorativa a Goa (India), in collaborazione con l’arch. Charles Correa. In quello stesso anno, si laurea a Padova in ingegneria edile e architettura con una tesi sui connettori trasversali per il rinforzo di murature storiche, con la quale vince il premio Klaus Fisher per l’eccellenza accademica.
Libero professionista dal 2015, si dedica da quell’anno alla riqualificazione del complesso monumentale cinquecentesco Villa Angaran San Giuseppe a Bassano del Grappa. Dal 2016 segue la riprogettazione degli spazi della Villa assieme all’arch. Virginia Antoranz e avvia un percorso di ricerca storica che porta alla pubblicazione della prima monografia sull’edificio, pubblicata nel 2018. Coordina l’ufficio tecnico di Rete Pictor, coltivando differenti collaborazioni con vari studi professionali nel campo dell’architettura, del paesaggio, dell’efficienza energetica, della rigenerazione di spazi comunitari, curando un costante accompagnamento accademico con diversi atenei, tra cui Iuav e Unipd. Nel 2026 consegue un dottorato di ricerca in discipline umanistiche, arte ed educazione presso la facoltà di lettere dell’Universidad de Castilla-La Mancha (Spagna), con una tesi sul legame tra patrimonio culturale e giustizia sociale.
Lavora poco e in poche cose, ma assieme a tante persone differenti, in un’ottica di perturbazione professionale e contaminazione culturale.
Il logo di Studio TZ proviene da un errore di stampa della serigrafia “il nodo”, creata e donata dall’artista Giacomo Zannoni.
L’immagine propone due forme geometriche sovrapposte, che appaiono separate, ben differenziate e definite – come architettura e ingegneria – eppure sono parte della stessa corda. Nell’ambito della cura del patrimonio architettonico e delle relazioni che si instaurano tra questo e le persone, ogni edificio, paesaggio, committenza, conserva e trasmette una storia ed essa va percepita e contemplata per indirizzare il processo progettuale.
L’errore di stampa, inoltre, evidenzia la fallibilità e l’indeterminazione, affinché sia sempre garantita attenzione alla variopinta complessità delle persone – e delle comunità ed ecosistemi in cui sono immerse – a fronte di una meticolosa e attenta conoscenza e applicazione dell’apparato normativo e delle referenze bibliografiche afferenti alle tematiche affrontate.
